I Sette doni dello Spirito Santo

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Avvento 2006

DOMENICA I DI AVVENTO ANNO C

“I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO”

“Il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana” (Salmo 143,10)

Dobbiamo riconoscere che normalmente della Santissima Trinità sentiamo più familiari le persone del Padre e del Figlio, mentre facciamo fatica a considerare una persona della Trinità lo Spirito Santo. Può venirci in aiuto ciò che il papa Giovanni Paolo II ha scritto nella sua enciclica, “Dominum et vivificantem”, definendo lo Spirito Santo “Persona-amore”.

Poiché l’amore si manifesta nel dono possiamo dire che lo Spirito Santo ne è uno splendido esempio perché ci regala non uno ma sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio.

Incontriamoli uno a uno per conoscerli da vicino e gustarli fino in fondo.

LA SAPIENZA

La parola sapienza deriva dal latino “sàpere”: “aver sapore, essere gustoso”. Grazie a questo dono diventiamo capaci di comprendere la bellezza del creato, il sapore delle cose della vita.

Anche l’esistenza più modesta e nascosta trova meraviglie e diventa essa stessa motivo di meraviglia e apre il pensiero a Dio Creatore.

Ancor più la sapienza ci aiuta a distinguere il bene dal male.

Il re Salomone chiedendo a Dio il dono della sapienza, chiedeva di diventare “sapiente” proprio in questo senso. “Signore - pregava - io sono un ragazzo, non so come regolarmi: concedimi un cuore docile perché sappia distinguere il bene dal male”.

Il dono della “Sapienza”, è dunque, il dono che illumina la mente e la rende capace di vedere nel creatola meravigliosa opera di Dio e illumina il cuore, facendogli capire e distinguere il bene dal male.

“La sapienza è quel dono che ci fa scoprire il “sapore” delle cose vere, delle persone care, degli affetti più profondi ti visita come la luce del mattino: ti rivela il bene che c’è in te, il cammino da compiere e quale sia la fonte inesauribile della speranza. E ti capita di sentirti stringere il cuore per le occasioni perdute, per i gesti, le parole, le dimenticanze maldestre con cui hai fatto soffrire le persone che ami di più. La sapienza ti suggerisce come chiedere perdono, come regalare di nuovo la gioia. E la gioia dell’agire si ridesta, il correre delle ore ritrova un ordine. Finalmente la vita ritrova in gesti di carità il suo sapore”.

Carlo Maria Martini

IMMACOLATA CONCEZIONE ANNO C

“I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO”

“Il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana” (Salmo 143,10)

L’INTELLETTO

Il secondo dono dello Spirito è l’Intelletto.

Il dono dell’Intelletto ci aiuta a non essere superficiali, ma ad arrivare al cuore delle cose.

“Intelletto” viene dal latino “intus-legere”: penetrare in profondità.

Ebbene, lo Spirito “scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio”(I Cor 2,10).

Il dono dell’ “Intelletto” ci abilita a capire la Bibbia, la parola di Dio: ci guida alla verità tutta intera, secondo la promessa di Gesù che già conosciamo: “Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera”(Gv 16,23).

Il dono dell’ “Intelletto”desta la nostra fede: ci fa sapere che Gesù è Dio: “Nessuno può dire “Gesù è il Signore”se non sotto l’azione dello Spirito Santo”(1 Cor 12,3).

Il dono dell’Intelletto rivela l’amore del Padre che si prende cura delle sue creature e salva i suoi figli.

“Gli Apostoli entrati in città (Gerusalemme) salirono al piano superiore dove abitavano…. Insieme con Maria, la madre di Gesù”. (Atti degli Apostoli cap. 1,13)

Santa Maria, donna del piano superiore, facci contemplare dagli stessi tuoi davanzali i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi della vita: la gioia, la vittoria, la salute, la malattia, il dolore, la morte. Affacciati lassù alla tua stessa finestra, ci coglierà più facilmente il vento fresco dello Spirito con il tripudio dei suoi sette doni. I giorni si intrideranno di sapienza, e intuiremo dove portano i sentieri della vita, e prenderemo consiglio sui percorsi più praticabili, e decideremo di affrontarli con fortezza, e avremo coscienza delle insidie che la strada ci nasconde, e ci accorgeremo della vicinanza di Dio accanto a chi viaggia con pietà, e ci disporremo a camminare gioiosamente nel suo santo timore. E affretteremo così, come facesti tu, la Pentecoste sul mondo.

Don Tonino Bello

IL CONSIGLIO

Il terzo è il dono del Consiglio.

Secondo la Bibbia, la parola “consiglio” significa, sovente, “progetto”, “disegno”: “Le nazioni non comprendono il consiglio del Signore”(Mic 4,12): le nazioni non seguono il piano di Dio.

Il dono del “Consiglio”, ci vuole aiutare a conoscere il progetto che Dio ha su di noi e a decidere di percorrere la strada giusta. Su tutti Dio ha un sogno, un piano da realizzare: scoprirlo, è la condizione base per una vita riuscita.

Il dono del “Consiglio” ci aiuta , a progettare il futuro, a proiettarci nel domani.

Il dono del “Consiglio” ci aiuta a riflettere prima di agire per scegliere bene di fronte alle diverse alternative che la vita ci propone.

O Signore, cosa hai inteso fare di me?

Ho bisogno di “Consiglio”.

Tu mi hai chiamato a guardare in alto,

ma le vie sono tante.

Ho bisogno di “Consiglio”

per non infilare la strada sbagliata.

Tu mi hai chiamato a compiere ciò che edifica,

non ciò che gratifica.

Guidami, Luce divina!

Non privarmi mai

Del tuo “Consiglio”.

DOMENICA II DI AVVENTO ANNO C

“I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO”

“Il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana” (Salmo 143,10)

LA SCIENZA

Nel libro del profeta Isaia, che per primo enumera i doni dello Spirito Santo (Is 11,2), questo dono è espresso col termine “conoscenza”.

Conoscere nella Bibbia significa anche “amare”(Gn 19,8; Mt 1,25). Dunque il dono della “Scienza” è il dono della conoscenza-amore.

Il dono della “Scienza”diventa il dono che immette l’amore nel conoscere. In fondo la nostra conoscenza è sempre impregnata di affettività, d’amore. Chi ama capisce meglio, capisce prima, capisce di più. Antoine De Saint-Exupèry diceva che “non si vede bene che col cuore”.

Il dono della “Scienza”, insegna ad amare una persona se la si vuol capire. Comprendo Dio solo se lo amo.

La scienza è il dono per il quale ogni cosa è conosciuta, nella sua verità e consistenza, con la carità di chi ha amato fino alla morte di croce.

Santo Spirito, fa che non uccida mai l’amore,

che non disprezzi mai i sentimenti:

posso capire le persone solo se le amo.

LA FORTEZZA

Il dono della “Fortezza” è magnifico.

E’il dono del coraggio, della costanza, della tenacia.

Che lo Spirito Santo sia capace di regalare questo dono lo constatiamo dalla forza che gli Apostoli hanno acquistato nel giorno di Pentecoste: lo Spirito Santo li ha resi “franchi” (At 4,31) nel parlare ed entusiasti nel fare, come già abbiamo detto.

Il dono della fortezza rende liberi e fa della resistenza nel bene un’esperienza bella da vivere.

Chi è reso forte dallo Spirito fa suo questo meraviglioso programma che si trova scritto su un muro della “Casa dei bambini” di Madre Teresa a Calcutta: “L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico. Non importa, amalo. Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici. Non importa, fa il bene. Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici. Non importa, realizzali. Il bene che fai, domani verrà dimenticato. Non importa. Fa il bene. L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile. Non importa, sii sincero e onesto. Quello che per anni hai costruito, può essere distrutto in un attimo. Non importa, costruisci. Se aiuti la gente, si offenderà. Non importa, aiutala. Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci. Non importa, dà il meglio di te!”.

Per dare il meglio abbiamo bisogno

Del dono della Tua fortezza.

Santo Spirito, donaci

La fortezza di Cristo,

donaci il suo coraggio.

Tu sai bene che a fare un uomo,

a fare un santo, occorre

più coraggio che tempo.

DOMENICA III DI AVVENTO ANNO C

“I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO”

“Il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana” (Salmo 143,10)

LA PIETA’

Secondo il linguaggio della Bibbia, la parola “pietà” non ha il significato che le diamo noi quando diciamo, ad esempio: “avere pietà di qualcuno”, ma indica l’attaccamento filiale che dobbiamo avere verso Dio. Il dono della “Pietà”, è il dono che ci aiuta a considerare Dio come Padre.

Credere sul serio che Dio è padre e ci ama, dà forza, dà pace, dà gioia, rende vivibile la vita.

Il dono della “Pietà”porta a fidarci di Dio con lo stesso abbandono di un bambino che si sente sicuro tra le braccia del papà anche quando è sospeso sull’abisso.

Se Dio è padre, non attribuiremo al caso gli eventi della vita, ma potremo considerarli indicazioni del suo amore.

Ho bisogno di penetrare fino in fondo nell’idea che Dio è mio padre. Padre che ha scritto sul palmo delle sue mani il nome di ogni uomo che arriva in terra. Santo Spirito, non privarmi mai del dono della pietà! E’ il tuo dono più dolce: il dono che mi fa sentire figlio, il dono che mi permette di vivere e di poter sopportare di morire. E’ vero che credere in Dio padre non mi libera dai dolori, non mi libera da certe paure, ma mi libera dalla malattia che distrugge l’uomo dal di dentro: l’angoscia.

O Spirito Santo non privarmi mai del dono della pietà!

IL TIMOR DI DIO

Se il dono della “Pietà” ci rende consapevoli dell’amore paterno di Dio, il dono del “Timore” ci fa consapevoli della sua grandezza, a lui si devono rispetto e ubbidienza.

Il “Timor di Dio” ci è donato per ricordarci che non possiamo fare quello che ci pare e piace: non siamo noi i padroni del bene e del male; non ci è permesso far diventare giusto ciò che è ingiusto, lecito ciò che è illecito. Tutte le volte che non rispettiamo la legge divina, dimostriamo di non “temere” Dio, che è il Giusto, il Buono, il Vero, il Santo.

Il timore di Dio non è paura che paralizza, ma sguardo amico che incoraggia e assicura: “Questa cosa è giusta e tu puoi farla”.

Il dono del timore di Dio aiuta ad essere onesti per amore del bene, per rispetto verso se stessi, per quella profonda relazione con il Padre che sta nei cieli e ci ha resi tempio del suo Santo Spirito.

“Il timor di Dio è l’atteggiamento che ci fa vivere costantemente sotto lo sguardo del Signore, preoccupati di piacere a lui piuttosto che agli uomini. Dio che ti guarda è sì il Dio giudice, ma questa espressione va ben capita, perché non ha nulla a che vedere con una sorta di occhio maligno o severo puntato su di te solo per coglierti in fallo: si tratta del Dio Padre che ti conosce e ti ama come nessun altro e vuole per te il vero bene. Agire come a lui piace è allora per te il bene più grande, la consolazione più profonda, anche quando sul momento dovesse costarti. Il timore di Dio è un timore filiale, reverente, affettuoso, che teme soprattutto di dispiacere al cuore del padre”.

Carlo Maria Martini

A conclusione delle nostre riflessioni sui doni dello Spirito Santo proponiamo l’invocazione “Vieni Spirito Santo” di Paolo VI.

Vieni, Spirito Santo!.

Tu sei il vivificatore, il consolatore, il fuoco dell’anima, la viva sorgente interiore, l’amore.

Tu sei la vita della nostra vita, tu sei il santificatore che abbiamo ricevuto tante volte nei sacramenti.

Tu sei il tocco di Dio che ha impresso nelle nostre anime il carattere cristiano.

Tu sei la dolcezza e insieme la fortezza della vera vita cristiana.

Tu sei l’Amico per il quale vogliamo avere attenzione interiore, silenzio reverenziale, ascoltazione docile, donazione affettuosa, amore forte.

VERSIONI STAMPABILI

- LA SAPIENZA

- L’INTELLETTO - IL CONSIGLIO - LA SCIENZA - LA FORTEZZA

- LA PIETA’ - IL TIMOR DI DIO