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2005

6 Novembre - Replica del musical "Il fantasma dell'oratorio"

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Replica del musical "Il fantasma dell'oratorio"

Ritorna in scena al patronato di Meschio "Il fantasma dell'oratorio", il recital frutto del lavoro del 2004/2005 del Gruppo teatrale di Meschio capitanato dal dottor Luigi Naibo, che ne ha anche scritto testi e musica. L'appuntamento è per sabato 5 alle 17.30 in patronato; l'ingresso è libero.

11 Settembre - Essere animatore

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Essere animatore
IL GREST DI MESCHIO SECONDO MAURO CATTELAN

Nel pomeriggio di sabato 3 settembre, un particolare entusiasmo ha animato il patronato di Meschio. Ragione di ciò, il fervere dei preparativi per la serata conclusiva del grest, gran finale di un'avventura iniziata il 23 agosto. A essere coinvolti sono stati 90 bambini, animati da 16 tra ragazzi e ragazze.
In particolare, il ventenne Mauro Cattelan, al suo quarto anno da animatore, ci ha spiegato che «lo spettacolo finale è frutto di un lavoro di due settimane fatto insieme ai bambini. Consiste in nove scenette basate sulla storia di Aladin, intervallate da sketch ripresi da pubblicità, come quelle televisive, ma rivisitate in chiave comica».
Impossibile, in questo contesto, dimenticare i genitori dei piccoli teatranti. «Durante la rappresentazione cerchiamo sempre di coinvolgerli, per esempio con balli e bans, ed è quasi più difficile avere a che fare con loro che con i figli!». Al patronato di Meschio, i giovani animati non hanno trovato solo teatro, ma anche altre attività. «Le giornate del grest - racconta Cattelan - sono sempre state molto dense, infatti durante la mattinata si svolgeva l'organizzazione dello spettacolo con gruppi di lavoro divisi tra attori e scenografi, mentre nel pomeriggio le attività si dividevano in lavoretti manuali e giochi di gruppo».
Eppure non è solo rose e fiori la vita dell'animatore: «A volte i bambini sono così vivaci che proprio non sappiamo come fare per controllarli, ma rispetto alle piccole difficoltà è più forte la soddisfazione di vedere che si divertono e che si ricordano di te anche dopo la fine del grest».

Ginevra Lamberti

29 Maggio - I 15enni di Meschio parlano di sentimenti

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I 15enni di Meschio parlano di sentimenti
GRUPPO DEL DOPOCRESIMA

È nato lo scorso settembre il gruppo parrocchiale del dopocresima della parrocchia di Meschio, che coinvolge i ragazzi classe 1990, riuniti dalle signore Maria Pia Lena e Chiara Naibo, che hanno proposto l'iniziativa coadiuvate da Mauro Cattelan e Francesco De Pasqualin.
Come avete iniziato?
«Era un gruppo già unito ai tempi del catechismo - spiega Lena - e quindi a mio parere era giusto che continuasse a trovarsi. Per questo la scorsa estate abbiamo fatto un campo ad Auronzo per conoscerci, trovare l'identità del gruppo, capire come portarlo avanti».
Quali tappe significative ci sono state nella storia del gruppo?
«Dopo Auronzo, tornati a casa, abbiamo proseguito con la visione di film su tematiche scelte dai ragazzi come i problemi dell'adolescenza, la droga¿ In quest'ultimo periodo i ragazzi hanno seguito un corso di educazione sessuale e ai sentimenti tenuto da una persona esterna al gruppo, Imelda Donadi, che durante il corso ha ascoltato i ragazzi e ha discusso con loro il valore "fisico" della sessualità e quello "psicologico" dei sentimenti».
Sul tema del corso di educazione ai sentimenti abbiamo intervistato due ragazzi del gruppo.
Giulio Ambrogi: «Mi è piaciuto il corso soprattutto perché la signora era molto competente e ci ha parlato della sessualità non solo dal punto di vista fisico ma anche di quello dei sentimenti. Inoltre, gli incontri mi sono stati utili perché hanno dato risposta alle domande che mi tenevo dentro da tempo».
Silvia Lena: «Anche a me è piaciuto il corso, però a mio parere la signora Donadi doveva soffermarsi di più sulle emozioni che sulle spiegazioni scientifiche».

Paolo Prevedello

15 Maggio - Pagina dedicata alla Parrocchia di Meschio

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15 Maggio - Il ritorno della filodrammatica

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Il ritorno della filodrammatica
LA COMPAGNIA DEGLI ANTA

Marilena Della Giustina, la regista, Bruna, Mario (i due nella foto), Ivonne, Gianpaolo, Bruno, gli attori, tutti insieme appassionatamente sul palcoscenico. Nulla di strano o particolare, se non che la compagnia si è ritrovata dopo tanti anni. Avevano recitato negli anni Settanta-Ottanta nella famosa Filodrammatica vittoriese e nel Teatro Tenda con Franco Gentile. Quindi un rapido conto dell’età fa comprendere l’età media del gruppo. Che non diciamo.
Sabato 21, all’oratorio di Meschio, presenteranno la commedia in un unico atto “Gnente de novo” di Giacinto Gallina, celebre commediografo veneziano.
Rimettersi in discussione dopo tanti anni è stata una molla che ha fatto decollare il gruppo. Ripartire con la memoria a mille, dopo un serio rodaggio, ricalcare le scene di un palcoscenico, riprovare le emozioni della diretta. Due volte la settimana, da più di un anno, fanno le prove. Batti e ribatti, prova e riprova, lo scorso anno hanno debuttato con due farse, “Cae de la mandola” e “Anna e Bastian”, alla festa della Madonna della Provvidenza. E ora, giusto un anno dopo, il bis.
Tra il pubblico, figli e nipoti, che diventano i primi sostenitori e critici. Tanto è piaciuto, che Ivonne ha detto in dialetto: «Se torne nàsser vae a scòla de teatro » e il resto del gruppo ha fatto eco.
Una compagnia completa, con Roberto lo scenografo, Rosa la costumista, Santino, Marina, Ugo gli aiutanti, che sta cercando altri “anta” (più o meno “anta”), scalpitanti per riprendere tra poco con un altro testo.

Isabella Mariotto

15 Maggio - Col "doc" Luigi Naibo a caccia di fantasmi

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Col "doc" Luigi Naibo a caccia di fantasmi
IL RECITAL DEI GIOVANI

Succedono stranezze all'oratorio di Meschio. Qualcuno dice che di notte lo invadono i fantasmi. Un gruppo di animatori ha deciso di passare una notte in oratorio per verificare. Eccoli: si danno aria da curiosi o da scettici. In realtà sono clamorosamente impauriti. E ne hanno ben donde: i fantasmi ci sono! Li hanno visti! E c'è poco di che incolpare la cena di peperoni della sera prima.
Sono fantasmi in forma di persone e in forma di chitarre. Le quali giacciono impolverate perché chi le sa suonare non si presta a farlo in chiesa, lasciando seppellito il suo talento. Fantasmi che sono chierichette che si lamentano perché si sentono escluse. Fantasmi che si autodefiniscono "sfigati" e si lamentano di un mondo - reale, non di fantasmi! - in cui sono emarginati semplicemente perché il loro aspetto fisico non segue la moda.
Incubi?
No. Sono solo i protagonisti di "Il fantasma dell'oratorio", il nuovo recital con cui, come tradizione, i giovani di Meschio impreziosiscono i festeggiamenti della Madonna della Provvidenza.
E il senso degli incubi lo chiariscono i passaggi successivi del recital. Una voce: "Chi ha sentito i fantasmi una coscienza ce l'ha; ma deve avere il coraggio di ascoltarli". Sono stimoli, esami di coscienza in forma di spettro. Punzecchiature per un patronato che a volte rischia di smarrire se stesso. E invece - sul palco siamo arrivati al gran finale - "Di aperto non deve esserci solo l'oratorio ma anche i cuori" (¿) "Solo così andranno via i fantasmi e gli oratori saranno quello che devono essere: dei posti dove ciascuno può entrare e sentirsi a casa sua".
Come hanno fatto per tante sere del 2005 i 14 attori e il resto dei protagonisti del recital, dalla quindicenne e neofita Silvia Lena, qui sulle orme del fratello Enrico, fino a Davide Sacco, che per 6 dei suoi 20 anni ha fatto parte del gruppo recital.
Loro, fantasmi inclusi, saranno sul palco del patronato di Meschio (e dove sennò?) sabato 14 alle 21. A guidarli da dietro le quinte, come ha fatto lungo tutta la preparazione del recital, ma anche a suonare la chitarra per le canzoni interpretate dai ragazzi, "il doc", come lo chiamano loro. Ossia Luigi Naibo, medico di base vittoriese cui è spuntato da qualche anno il bernoccolo del recital. Bernoccolo in connubio con talento e con passione: sono opera esclusiva di Naibo tanto le musiche quanto i testi del "Fantasma dell'oratorio".

Tommaso Bisagno

15 Maggio - Il programma dei festeggiamenti per la Madonna della Provvidenza

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Il programma dei festeggiamenti per la Madonna della Provvidenza

I due spettacoli teatrali sono il punto focale dei festeggiamenti di Meschio.
Mentre dal punto di vista religioso spicca la messa solenne di domenica 15 alle 10, al termine della quale l'associazione Amici di Vittorio Veneto offrirà un cero votivo alla Madonna.
In programma anche da sabato 14 a domenica 22 la mostra di oggetti e paramenti sacri in chiesa; nelle due domeniche dalle 11 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 al patronato la mostra "I lavori delle nostre mani", domenica 15 Festa delle famiglie con pranzo comunitario alle 12.30, giochi e musica per tutti con la partecipazione straordinaria del Ludobus (alle 14.30), tombola di beneficenza e premiazione della gara delle torte (alle 17).

15 Maggio - Meschio, uniti dal teatro

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Meschio, uniti dal teatro
DUE SPETTACOLI PER LA FESTA PATRONALE

Il caro vecchio teatro.
Questa la soluzione proposta dalla parrocchia di Meschio per aggregare la comunità, per riempire il patronato, per voler ancora stare insieme. Anche adesso che il patronato e la piazza hanno mille e un concorrente, starne lontani risulta una scelta giustificabile con mille e un alibi.
E invece il teatro. Il teatro che coinvolge per un anno intero, anche nelle buie sere d'inverno, con l'obiettivo della prima, di "quella" sera. E quella sera è arrivata, come tradizione, a maggio, nel cuore dei festeggiamenti patronali per la Madonna della Provvidenza. E le serate sono due. Sabato 14 alle 20.30 saranno in scena i giovani, come tradizione con un recital: ecco la prima di "Il fantasma dell'oratorio". Una settimana dopo sabato 21, a dimostrazione che il teatro è per tutti, si esibiscono i meno giovani, autonominatisi "Compagnia degli anta", con "Niente de novo" di Giacinto Gallina. Palcoscenico, non c'è bisogno di specificarlo, il patronato.

Tommaso Bisagno

13 Febbraio - Dieci anni fa moriva Don Vittorino Favero

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Dieci anni fa moriva Don Vittorino Favero
RICORDO

Domenica 12 febbraio 1995 moriva don Vittorino Favero.
Sabato 12 febbraio 2005 alle 19 in Cattedrale si celebra una messa in memoria di questo sacerdote originario di Sarmede che fu parroco di Meschio per 26 anni, direttore della Caritas diocesana, fondatore della Casa Mater Dei.
Gli facciamo omaggio attraverso le sue parole e quelle di chi lo ha conosciuto.
Alcuni pensieri di don Vittorino
"Essere con gli ultimi prima che una strategia è una esigenza del nostro costitutivo di discepoli del Signore".
"Se le persone ti pesano non metterle sulle tue spalle, ma nel tuo cuore".
"Ci siamo seduti a mensa, abbiamo gozzovigliato e sprecato (...) e ci siamo presi una maledetta indigestione. Ora non sappiamo che pesci pigliare (...) Non spaventiamoci se occorre far spazio a un genere di vita più sobrio. Chi può negare che non sia proprio questo il segreto della salvezza, la strada che può farci riassaporare le gioie perdute".
Il ricordo monsignor Ravignani
"Non potrò mai dimenticare questo prete amico dei poveri e innamorato di Dio. E a lui mi affido perché ottenga dal Signore che la sua memoria riviva nella nostra vita sacerdotale e nelle scelte pastorali della nostra Chiesa, nell'amore preferenziale per gli ultimi e nella permanente comunione" (dall'omelia al suo funerale).


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