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2004

16 Maggio - Dai giovani di Meschio un musical per la Madonna

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Dai giovani di Meschio un musical per la Madonna

SETTIMANA DI FESTA

Nel mese di maggio la parrocchia di Meschio celebra la Madonna, sua patrona, con una settimana di festeggiamenti.
Uno dei momenti più attesi è sicuramente il tradizionale recital dei giovani, in scena sabato 15 alle 21 in oratorio. Quest'anno assume le colorate ed allegre vesti di un musical, dall'eloquente titolo "Semplicemente¿ Amore" ambientato durante l'epoca di S. Francesco.
«Ma del Santo si parla solo fuggevolmente - spiega il dottor Luigi Naibo, regista del musical -. Si racconta invece una storia di contrasti generazionali tra genitori e figli. Che si verificavano anche a quell'epoca».
«È la prima volta che ci cimentiamo con un musical - dice Enrico Lena, giovane parrocchiano - e questo ha portato qualche difficoltà in più: gli attori hanno dovuto imparare molte parti cantate, tra l'altro senza il supporto di un'orchestra, dal momento che le basi sono tutte preregistrate. È comunque una bellissima esperienza, anche perché il gruppo di lavoro è lo stesso che prepara il Grest ed altre iniziative e questo ci permette di avere un grande affiatamento».
All'opera in "Semplicemente amore", oltre ad Enrico, saranno Carlo, Elena, Elisa, Elisabetta, Erica, Francesco, Giulia, Irene, Lorenzo, Marco, Matteo e Nicole.
La serata è a ingresso libero, le offerte eventualmente raccolte contribuiranno al progetto di un teatro all'aperto all'area Fenderl, per il quale, grazie anche agli spettacoli proposti a inizio 2004, sono già stati raccolti più di metà dei fondi necessari.
Tutti i festeggiamenti Ecco infine un piccolo calendario delle manifestazioni in programma per i festeggiamenti di Meschio, che avranno luogo come sempre nell'oratorio. Sabato 15 maggio alle 21 il recital; domenica 16 maggio dalle 11 alle 12 e dalle 15 alle 21 la mostra mercato "Lavori delle nostre mani", a lle 21 un intrattenimento musicale ed alle 22 la tombola di beneficenza. La mostra mercato avrà luogo anche giovedì 20 maggio dalle 18 alle 20 e domenica 23 maggio con gli stessi orari della domenica precedente; sempre domenica 23, alle 15, inizierà la festa delle famiglie con giochi e, per i più golosi, una gara di torte.

Andrea Santorio

12 Settembre - Era da Novembre 2003 che Meschio si preparava

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Era da Novembre 2003 che Meschio si preparava
ROBIN HOOD PROTAGONISTA DI UN GREST PER CENTO

Che ci fanno il principe dei ladri, Robin Hood e la dolce lady Marian a passeggio nel cortile del patronato di Meschio? E che dire di Little John, l'eore della foresta di Sherwood che danza la breakdance con un gruppo di ballerine, in una coreografia che poco ha a che fare con la Nottingham dei tempi di Riccardo Cuor di Leone, nel XII secolo?
Dietro ad un angolo dello stabile del patronato scorgiamo il principe Giovanni, che assieme al corrotto sceriffo di Nottingham sta confezionando un portafoto con delle conchiglie. Siamo confusi. Li avviciniamo e scopriamo che il principe Giovanni, al secolo Alessandro, di ben 11 anni, è uno degli iscritti al Grest organizzato al patronato dal ventiduenne Daniele Martin, da Massimiliano Mariani, 21 anni, dal diciannovenne Lorenzo Allumi e da Mauro Cattelan, di 18 anni, con il sostegno di una volenterosa équipe di 31 giovanissimi animatori.
Il centro estivo in questione è partito il 23 agosto e terminato domenica 5, con tanto di spaghettata finale. Impegnati un centinaio di ragazzini, dai 5 ai 14 anni. Gli orari? Dalle 8.45 alle 12 il mattino e dalle 14.45 alle 18 il pomeriggio. Costo dell'iscrizione 25 euro, finalizzato esclusivamente all'acquisto dei materiali per i laboratori e per i giochi. Due le uscite previste: caccia al tesoro al monte Altare e a scorazzare al parco Papadopoli.
«Sabato sera, 4 settembre, nel teatro del patronato abbiamo messo in scena una recita sul principe Giovanni - interviene Alessandro -, e intuitivamente comprendiamo che il tema del recital è Robin Hood. «Ognuno di noi aveva un ruolo diverso. C'erano le ballerine, i ballerini di breakdance, gli addetti alla pubblicità, il cast di attori e gli scenografi».
«Le scenette - spiega Massimiliano Mariani, reduce da altre esperienze di animatore al Grest di Meschio - vengono rappresentate al mattino dagli animatori, che raccon tano la storia ai ragazzi, mentre il pomeriggio è destinato alle prove. Un lavoro che ha impegnato noi organizzatori fin dallo scorso novembre, quando ci siamo riuniti per scegliere un tema appropriato». Il fine? «Creare un gruppo e divertirsi tutti insieme».
E le conchiglie, allora, a che servono?
Francesca, una deliziosa bambina di 9 anni, timida e dagli enormi occhi sognatori, svela l'arcano: «Ci servono per confezionare portafoto, uno dei lavoretti che possiamo scegliere, oltre al recital e ai giochi sempre nuovi che ci vengono proposti. Altri bambini costruiscono salvadanai con bottiglie di plastica, oppure acquari in cartone, con tanto di pesciolini di carta velina colorata appesi a fili trasparenti».
Una cosa è lampante. Il Grest di Meschio non è un baby parking, per genitori che lavorano, ma un luogo per divertirsi e crescere insieme. Ne sono una conferma le dichiarazioni dei partecipanti, tutti arruolatisi volontariamente e habitué da anni al Grest in questione. Ce lo ribadisce anche Andrea Moret, un tipo schietto di 13 anni e di poche parole, che abbiamo incontrato mentre si stava allenando come "ballerino di breakdance nel corpo di ballo Robin Hood. Sezione maschile", tiene a sottolineare.

Angela Deganis

19 Settembre - "Un'ondata di gioia"

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"Un'ondata di gioia"
MESCHIO NON DIMENTICA DON ALBERTO COSTANTINI

La parrocchia di Santa Maria Annunziata in Meschio ricorda con una messa solenne il 12 settembre il sacerdote camilliano Alberto Costantini a 25 anni dalla sua morte. Vittoriese per nascita avvenuta nel 1911, è cresciuto in una famiglia cristiana, educato nella fede, già adolescente ha sentito la vocazione di seguire Gesù nel carisma di san Camillo De Lellis.
Consacrato sacerdote nel 1936, ha svolto il suo ministero sacerdotale di assistenza ai malati in vari ospedali nel nord Italia (Milano, Cremona, Pavia), con intelligenza e grande generosità, portando negli ambienti della sofferenza un'ondata di gioia e di festa, anche con la musica (era un abile organista): si rendeva simpatico a tutti (malati, familiari, operatori sanitari).
Nelle visite quotidiane ai malati, nelle cappelle durante le celebrazioni festive, sembrava avesse negli occhi la visione della tela del Previtali nella chiesa di Meschio, dove vi è rappresentata l'annunciazione di Maria, e di Maria parlava con commozione ai fedeli e ai malati per offrire loro un "segno di sicura speranza".
Padre Alberto, un sacerdote di Cristo, della Chiesa e di Maria: è stato il primo cappellano ad iniziare la recita del Rosario prima dell'inizio della Messa vespertina feriale, nel grande policlinico San Matteo di Pavia. Animava e manteneva una bella amicizia con i sacerdoti diocesani e con il Vescovo, specialmente a Cremona dove svolgeva il ministero di "parroco dell'ospedale".
Ma la più bella fraternità padre Alberto l'aveva con i sacerdoti di Vittorio Veneto, la città da lui tanto amata: per questo motivo trascorreva "finalmente" alcuni giorni di vacanza con i suoi familiari e vicino al suo parroco don Vittorino, con il quale si misurava in lunghe passeggiate in bicicletta.
Amava definirsi cavaliere di Vittorio Veneto insieme a quei pochi rimasti della prima guerra mondiale. Questa sua amata Vittorio Veneto dove, dall'alto di una collina limitrofa, nella avanzante sera del 1º settembre 1979 è caduto.
La diocesi di Vittorio Veneto ha dato belle vocazioni all'ordine di San Camillo e santi sacerdoti: noi ne ricordiamo uno, nativo di Conegliano, missionario a Lima, in Perù, padre Luigi Tezza, morto nel 1923, il 26 settembre, beatificato in piazza San Pietro il 4 novembre 2001 da Giovanni Paolo II.

Padre Aldo Tellatin (Camilliano)

14 Novembre - Nel 2006 l'addio alla sede di Meschio

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Nel 2006 l'addio alla sede di Meschio
CESANA MALANOTTI

In due anni il "Cesana Malanotti" darà l'addio alle vecchie strutture per darsi un volto nuovo e moderno. È quanto sostengono i vertici dell'Istituto. Il traguardo è fissato per il 2006 ma al Cesana sono ottimisti. Se il cantiere prosegue a questi ritmi - dice il direttore Claudio Ciciliot - la nuova casa di riposo di Vittorio Veneto sarà pronta anche prima di quella data. Casa Arcobaleno e Casa del Sole, nomi scelti dai bambini vittoriesi, saranno il cuore del nuovo Cesana Malanotti. Il cantiere della nuova casa di riposo sorge immediatamente dietro la recente struttura di "Casa del Sole" in via Palmanova. Prevede 120 posti letto per anziani non autosufficienti per un costo complessivo di quasi undici milioni di euro. Una cifra che l'Istituto è riuscito a coprire quasi interamente con 4 milioni 131 mila euro di contributi regionali, oltre 2 milioni di euro provenienti dalla vendita del terreno delle ex Opere Pie, da fondi di bilancio e 3 milioni 390 mila 570 euro che arriveranno invece dalla vendita della non più idonea sede storica di Meschio e di una parte di palazzo Cesana in via Cosmo. Qui l'Istituto manterrà il parco, la corte interna, la loggia, ma anche gli appartamenti per gli anziani e la sala affrescata che diventerà la sede di rappresentanza e luogo simbolo della storia del Cesana Malanotti.
Perché vendiamo
Perché la scelta di vendere?
«Per costruire subito la nuova casa di riposo perché l'Ulss ci impone strutture adeguate - spiega il presidente Maurizio Venturino - e senza farla pagare agli anziani. Se non vendessimo gli edifici in via Cosmo, le rette aumenterebbero di oltre due euro e mezzo al giorno, per non parlare della sede di Meschio. Senza quelle entrate le famiglie dovrebbero pagare dieci euro di più al giorno. Una follia».
Perché critichiamo
Ma le scelte del Cesana Malanotti continuano a suscitare polemiche. Il consigliere comunale dei Ds Giovanni Napol denuncia l'esclusione delle minoranze dal consiglio di amministrazione «Quando si tratta di cosa pubblica - dice - tutte le componenti della città dovrebbero essere rappresentate. Sulla cessione degli immobili di piazza Meschio e via Cosmo non sono state sentite le istanze dei quartieri e dei cittadini sul possibile utilizzo alternativo. Invece a fatto compiuto si è annunciata la vendita».
Discutiamone... ma i soldi?
Sono state fornite decine e decine di pagine di delibere su qualsiasi decisione dell'ente, replica il presidente Maurizio Venturino che ricorda: «L'Istituto è autonomo nella sua azione e risponde solo agli anziani e alle famiglie». Sulla destinazione di palazzo Cesana di via Cosmo e della sede di Meschio il presidente spiega: «Se ci sono scelte alternative ben vengano. Abbiamo tutto il tempo, visto che il Comune ha diritto di prelazione su quei beni fino all'ultimo minuto. Basta che non ci siano progetti fantasiosi che pretendiamo di far pagare agli anziani. Chi ha idee le presenti e soprattutto alleghi anche un piano finanziario per sostenerle».

(Francesca Gallo)

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